11 Luglio 2022

Curiosità storiche e presenti

L’aumento dei tassi di interesse sta mettendo sotto pressione le quotazioni dell’oro aggravate anche da un dollaro che continua a mostrare i muscoli nei confronti dell’euro essendosi portato quasi alla parità.
Praticamente è da inizio anno che l’oro non vedeva le quotazioni correnti portandosi sotto i 1800$ dollari l’oncia.
L’oro rappresenta comunque uno strumento importante per bilanciare i portafogli finanziari nell’attuale incertezza economica e dovrebbe avere un peso di almeno il 10% rispetto al totale del patrimonio.

Da rilevare che l’attuale pressione dei prezzi ha portato queste conseguenze:
le importazioni d’oro dell’India a giugno sono quasi triplicate rispetto ai livelli di un anno fa a causa della correzione dei prezzi.
la banca centrale dello Zimbabwe ha affermato che avrebbe iniziato a vendere monete d’oro a causa dell’inflazione incontrollata.

I rendimenti dei titoli di stato statunitensi, misurati utilizzando il tasso di inflazione di pareggio a 5 anni, sono recentemente diminuiti. Ciò potrebbe supportare, nel breve termine, il calo dei prezzi dell’oro.
Un tasso di pareggio più basso presuppone un’inflazione futura più bassa e un inasprimento meno aggressivo il che si traduce in una politica monetaria più accomodante.
Un’inflazione anticipata più bassa scatena ipotesi di tassi di interesse più bassi, che potrebbero offrire un buon supporto per le quotazioni dell’oro.

Consideriamo comunque una prospettiva di più ampio respiro e con l’aiuto di un grafico vediamo come sono cambiate le detenzioni di oro da parte degli Stati negli ultimi venti anni (Fonte Fondo Monetario Internazionale).
Come è facile notare, la detenzione di oro fisico, in percentuale rispetto al PIL, da parte delle principali nazioni, negli ultimi venti anni è più che raddoppiata. In diversi casi è stata aumentata anche del 300%/400% ad eccezione della sola Svizzera che ha mantenuto costante le sue riserve.
E da un punto di vista grafico quali sono le prospettive?


Da un punto di vista tecnico le attuale quotazioni, corrispondenti ai precedenti massimi toccati nel 2012/2013, rappresentano un supporto (un pavimento) per le quotazioni in vista di un potenziale recupero delle quotazioni.
Da segnalare che le quotazioni dell’oro sono inversamente correlate all’andamento del cambio Euro/dollaro. L’attuale debolezza dell’oro sconta, tra le altre cose, anche questo fattore.

Considerando che un dollaro troppo forte è negativo per l’economia statunitense è molto probabile che questa situazione possa essere riassorbita nel breve periodo a beneficio delle quotazioni dell’oro.
Per queste ragioni riteniamo interessante prendere posizione sul metallo giallo incrementando le posizioni sulla debolezza delle quotazioni.


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